Nel 2012, le principali aziende partecipate del Comune che operavano nei settori dei rifiuti, della pulizia e del decoro della città erano avviate al fallimento, per colpa di sprechi, ruberie, skipper e viaggi a Dubai avvenuti fino a pochi mesi prima.

Il fallimento del sistema AMIA e del sistema GESIP, nel 2012 era non soltanto un dramma per oltre 3.500 lavoratori, ma voleva dire una città senza un vero servizio di raccolta di rifiuti, senza alcuna manutenzione del verde pubblico, senza la pulizia delle spiagge e senza tanti altri servizi.

In questi ultimi anni abbiamo prima di tutto creato un sistema che permettesse di non bloccare ed anzi far ripartire al meglio questi servizi, garantendo il ruolo produttivo dei lavoratori ed impedendo che i servizi finissero in mano ai privati interessati soltanto al profitto e non alla qualità del lavoro.

La RAP e la ReSeT hanno dimostrato in questi anni che è possibile gestire queste attività in modo efficiente, anche se certamente le difficoltà del passato non sono tutte superate soprattutto sul piano della gestione dei rifiuti.

Con politiche di controllo dei servizi e dei costi, le aziende hanno aumentato la propria produttività ed allo stesso ridotto i costi complessivi per i cittadini, affermando il principio della responsabilità del lavoro e della qualità dei servizi.