L’11 giugno sarà un giorno importante per Palermo e per il futuro di tutti noi. Sono passati cinque anni da quando sono tornato a fare il Sindaco ed è giusto raccontare quello che, con tanti palermitane e palermitani abbiamo fatto. Spiegare perché alcune cose non sono state fatte e cosa vogliamo fare in futuro.

Questi cinque anni sono stati difficili. Erano cominciati nel 2012 con gli allagamenti della circonvallazione, colpa del fatto che da anni non si faceva manutenzione. Erano cominciati con l’inquietante incendio che ha distrutto Bellolampo.

Nel 2012 avevamo l’AMIA e la GESIP fallite: 3.500 lavoratori licenziati e soprattutto nessuna raccolta di rifiuti per settimane, nessuna pulizia delle spiagge e del verde. I Cantieri culturali della Zisa erano abbandonati e usati come discarica.

Nel 2012 il Comune spendeva per servizi sociali meno di quanto incassava dallo Stato e dalla Regione. Le scuole erano senza manutenzione ormai da anni, con pericoli gravissimi per i bambini, i maestri e il personale. I teatri della città erano in crisi di pubblico e sull’orlo del fallimento.

La Favorita e le sue strutture sportive erano abbandonate, alcune anche sequestrate per abusi e inquinamento. Nel 2012 c’erano meno di 200 autobus sulle strade e tutte le aziende comunali erano in grave deficit già fallite o vicine al fallimento. Potrei continuare, per ricordare cosa era Palermo nel 2012 ma adesso guardiamo alle cose da fare nel futuro.

Credo importante ricordare cosa era Palermo nel 2012, come era stata mortificata e saccheggiata da un gruppo di potere e (mala)amministrazione che oggi sta tentando di tornare al governo della città, utilizzando nuovi burattini e vecchi burattinai. Perché tutti devono sapere che il primo, grande cambiamento avvenuto dal 2012 ad oggi è che gli affaristi e la mafia sono usciti da Palazzo delle Aquile e ora provano a tornare, col rischio che Palermo torni ad essere senza anima, senza servizi, senza economia. I simboli di tutto questo sono l’acqua e i rifiuti. L’acqua che a Palermo, grazie ad una azienda AMAP rinata ed efficiente, oggi è pubblica (quindi di tutti) e che invece qualche burattino propone di far tornare in mano ai privati.

A Palermo e in Sicilia, l’acqua controllata dai privati ha un significato ed una storia ben precisi. Il simbolo sono i rifiuti oggi gestiti da un’azienda che migliora di giorno in giorno dopo il fallimento e le ruberie dell’AMIA. Un’azienda che invece qualche burattino vorrebbe far diventare privata. E a Palermo e in Sicilia, i rifiuti gestiti dai privati hanno un significato ed una storia ben precisi. Questi sono stati anni difficili, ma anche anni entusiasmanti perché tanti hanno lavorato per far rinascere la nostra città. L’Amministrazione comunale non è stata sola, ha avuto al fianco migliaia di cittadini, associazioni, imprenditori, professionisti, operatori sociali, volontari, tantissimi semplici cittadini e cittadine che hanno dedicato il proprio tempo e la propria passione alla città. Per questo abbiamo raggiunto importanti risultati.

I tanti riconoscimenti ottenuti in questi anni e la ripresa della vitalità economica e dei servizi in città, sono tutti segnali positivi che indicano che abbiamo preso la giusta direzione. Essere Capitale dei giovani e Capitale della cultura, avere ottenuto il riconoscimento UNESCO, avere raddoppiato le presenze di turisti, avere 2.000 nuove attività commerciali, avere raddoppiato la raccolta differenziata, sono fatti che indicano il miglioramento.

Questo non vuol dire che tutto va bene e tutto funziona. Sono cosciente che tanto è ancora da fare e in queste pagine voglio spiegare come voglio farlo insieme a tanti palermitani e palermitane. Ma proprio perché il lavoro avviato sta dando i suoi frutti, oggi abbiamo il dovere di continuare, per impedire il ritorno al passato.

Palermo in questi anni ha “fatto squadra” e per questo stiamo ottenendo risultati. Oggi più che mai è importante che tutti coloro che amano Palermo e vogliono costruire un futuro per i palermitani, siano uniti. Lavorando insieme, unendo forze, idee, competenze, sogni e speranze. Facciamo squadra!