Uno straordinario patrimonio di aree verdi per troppi anni è stato abbandonato. La rinascita della Favorita è il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2012, partendo da una situazione di incuria totale, e sviluppato con un’azione complessiva di manutenzione e valorizzazione che ha coinvolto associazioni, privati ed istituzioni.
Un percorso certamente non ancora concluso soprattutto perché dobbiamo garantire che al più presto riapra il Parco Cassarà e sia aperto un nuovo Parco a Villa Turrisi.

Per la Favorita sarà istituita la figura del Sovrintendente, affiancato da cittadini e associazioni per seguire la programmazione. Il modello collaborativo fra privati e Comune si è esplicitato anche al Parco Uditore, dove abbiamo supportato il comitato di cittadini che con entusiasmo lo ha restituito alla fruizione pubblica. Un modello che speriamo di replicare presto a Villa Turrisi dove vogliamo liberare un’area occupata dai privati e creare un nuovo parco. Un importante intervento ha riguardato Villa Giulia e Giardino Inglese con i rispettivi patrimoni arboreo e monumentale che erano in condizioni di abbandono. Le statue della Villa e le fontane del Giardino stanno tornando al loro splendore in un piano di riqualificazione complessiva. L’Orto Botanico e Villa Malfitano sono due veri gioielli della città. Anche se non sono del Comune, siamo intervenuti quando necessario per la manutenzione del verde, rendendoli più fruibili da parte dei cittadini.

Palermo ha tre riserve naturali, anche se spesso lo dimentichiamo. Oltre a Monte Pellegrino, Palermo ospita infatti quella di Capo Gallo e quella dell’Area marina protetta.

L’Amministrazione si è fatta promotrice di incontri e tavoli tecnici fra tutti gli enti interessati, per individuare forme di conoscenza, valorizzazione e fruizione. A giorni firmeremo un protocollo perché il faro di Capo Gallo diventi un Museo del Mare.

Monte Pellegrino ha subìto danni gravissimi dagli incendi. Il Comune ha supportato l’ente gestore della riserva, per mettere in sicurezza e ripristinare l’accessibilità. Abbiamo avviato un piano di piantumazione di nuovi alberi e abbiamo fatto investimenti per decine di milioni per la messa in sicurezza dei costoni rocciosi. Nel PRG è previsto di realizzare un impianto di risalita a basso impatto su un percorso pre-esistente, per ridurre l’accesso veicolare in linea con la vocazione naturale dell’area.

In questi anni abbiamo lavorato in silenzio per la riapertura del Parco Cassarà. Avevamo fatto un piano per farne un “Bosco urbano” con 10.000 nuovi alberi, ma tutto è stato bloccato dalla scoperta di inquinanti in superficie e nel sottosuolo. Abbiamo lavorato per trovare le risorse per la bonifica e da poco è terminata la rimozione dell’amianto in superficie. Ora si procederà a nuove indagini sul sottosuolo per verificare se almeno una parte del parco possa essere aperta al pubblico.