Oltre 170 immobili confiscati alla mafia e messi a disposizione della città per fronteggiare l’emergenza abitativa, percorsi di accompagnamento all’autonomia, ricoveri d’urgenza, contributi economici alle famiglie e i progetti su autorecupero e housing sociale pronti a partire, in attesa del via libera normativo.

Il tema della casa è stato uno di quelli su cui il Comune ha puntato maggiormente in questi anni, recuperando gli enormi ritardi del passato e puntando sui beni confiscati grazie a una rinnovata sintonia con l’Agenzia nazionale. Un percorso volto a dare risposte certe e puntuali alle esigenze dei diversi nuclei familiari, ristabilendo la legalità dove compromessa, ma allo stesso tempo evitando un clima di scontro o l’aggravio di situazioni sociali già complesse. Sono state decine le famiglie che hanno ricevuto un alloggio o che hanno potuto comunque godere di una sistemazione dignitosa in attesa di soluzioni definitive.

Il Comune è inoltre intervenuto modificando il regolamento e consentendo un accesso più facile alle graduatorie per le famiglie con disabili gravi e l’assegnazione di beni confiscati per i ricoveri d’urgenza. Un impegno costante, con la creazione del primo dormitorio comunale a cui fra pochi giorni se ne aggiungerà un secondo, oltre ai fondi stanziati dal Pon Metro per aiutare quelle persone che hanno difficoltà per motivi socio-economici a trovare una casa.

Nei prossimi cinque anni il Comune aumenterà il proprio ruolo di interlocutore istituzionale nei confronti della Regione e dello Stato perché si avviino percorsi che permettano di uscire dall’illegalità a tutte le famiglie che vorranno farlo, tramite strumenti come l’autorecupero, l’housing sociale e tramite percorsi di regolarizzazione delle posizioni di ciascuno. Grazie al censimento di tutti gli immobili pubblici occupati, sarà possibile individuare caso per caso le possibili soluzioni in linea con la legge e i diritti delle persone.